
Doveva essere la “sconfitta strategica” della Russia, non è stato così. L’unico risultato ottenuto dai sostenitori neocon della guerra contro la Russia è stato che, dopo quasi 4 anni di escalation utile solo per le tasche di chi l’ha voluta, le condizioni di resa dell’Ucraina saranno con ogni probabilità assai peggiori rispetto a quelle che si potevano negoziare nel 2022. Senza contare gli innumerevoli caduti sul campo, i danni infrastrutturali e le risorse naturali e umane del Paese di fatto cedute agli “alleati” occidentali e immesse sui cosiddetti “mercati liberi”. E più i neocon procrastineranno il conflitto, più le condizioni per la resa saranno severe. Zelensky avrebbe fatto meglio, nel marzo 2022, a non ascoltare Boris Johnson e firmare gli accordi sanciti a Istanbul con la Russia. La NATO è la principale responsabile del suo stesso disastro militare in Ucraina. Le vittime, civili e militari, di questo conflitto, non smuoveranno di un millimetro le coscienze di chi, per cercare di realizzare le proprie brame di conquista, le ha provocate. Centinaia di migliaia di esseri umani sacrificati in nome della dottrina dell’allargamento a Est della NATO. Buongiorno, un buongiorno amaro, amici miei