
Raf sta intonando “Cosa resterà”. Gli anni ’80, i magnifici, i luccicanti anni ’80.
La fine della crisi, la ripresa, il benessere per tutti.
Tre nomi sintetizzano l’epoca: Ronald Reagan, Margaret Thatcher, Bettino Craxi.
Cominciamo da lui, dalla “Milano da bere”. La Milano della Moda.
I grandi stilisti ingaggiavano ragazze bellissime: la Schiffer, Naomi Campell, Eva Herzigová. Le ragazze comuni vedono sfilare queste donne e, specchiandosi, cominciano a pensare che il loro corpo non è quello “giusto”. Non hanno quei lineamenti, quei capelli.
Da lì, il corpo è messo al centro dell’attenzione. Devi essere come loro se vuoi stare in mezzo alla gente, devi avere un corpo scultoreo se vuoi che i tuoi compagni ti accettino e non ti bullizzino. È così che inizia l’era del vuoto assoluto. Non importa essere, basta apparire. Le ragazze cominciano diete serrate: un esercito di anoressiche.
L’apparenza è tutto. Che ti frega di studiare? Devi comprarti la maglia Best Company, il Moncler, i Ray Ban la borsa Mandarina Duck sei vuoi essere “figo”. Questo negli anni ’80 ma oggi non è cambiato nulla se non qualche marchio, anzi “brand”: Guess, Louis Vuitton, Nike, ecc. Gli oggetti hanno preso un valore inestimabile, uno status symbol. Amiamo gli oggetti e usiamo le persone: non dovrebbe essere il contrario? Oggetti che vengono riconosciuti dalla maggior parte delle persone, come indice di appartenenza a una classe socioeconomica elevata.
E arriviamo al dunque. Una ricchezza diffusa, uno spendi e spandi generale. La ricchezza va esibita, sempre. Se non hai abbastanza soldi per comprare qualcosa di bello, cominci a fare debiti. Debiti su debiti. Le persone seguite a ruota dagli Stati. Non occorrono 4 Master in Economia per sapere che se non c’è oro nei caveaux delle Banche Centrali, le banconote sono carta straccia.
È fantastico, siamo riusciti a spendere soldi che, in realtà, non c’erano.
E infatti, puntuale, è arrivato il 2007 e ha rimesso i conti in ordine. Il sogno è diventato incubo.
Niente più certezze, neanche nel mercato immobiliare, colonna portante dell’economia, soprattutto americana. Boom!
Crollo delle borse, crollo dell’economia reale.
È crollato tutto, il castello di carte è durato fin troppo.
Il re è nudo, gli Yuppies sono nudi. Gli anni ’80: economicamente un disastro, politicamente una beffa, culturalmente un deserto.
Dopo gli anni di piombo, gli anni di merda.