
La birreria è semivuota, Laura ci fa un cenno con la mano.
Tra una Guinnes e l’altra, facciamo l’una.
Usciamo. Via della Conciliazione è deserta.
All’ improvviso, un ragazzo – calzoncini corti a fiori, borraccia e macchina fotografica appese al collo – sbucato da non si sa dove, ci si para davanti.
– Parlez vous francais? –
Ci guardiamo interdetti: Tommy sta “rispolverando” il suo inglese, io ho dimenticato il mio e Laura ha abbandonato il francese da tempo.
Il ragazzo ci chiede una sigaretta, col classico gesto universale; poi, tra frammenti di inglese di Tommy e varie mimiche facciali, crediamo di capire che desidera andare in Vaticano.
– Vatican? –
– Yes! –
Non c’è alcun dubbio: non gli basta vedere S.Pietro, ben illuminata, con le fontanelle zampillanti, vuole proprio entrare in Vaticano.
Tommaso gli fa presente che è l’una di notte e ci sono due grossi Svizzerotti, con tanto di elmo ed alabarda, che non hanno un gran senso dell ’humour.
Il Francese ci guarda perplesso, evidentemente non capisce il perché di tanto “fiscalismo”. Io mi avvicino, tentando di fiutare tracce d’alcool nel suo alito, mentre questi estrae dalla borsa uno spray: – Ma io ho questa! – (in francese, naturalmente.).
Tommy e Laura sono sempre più confusi; a me basta una rapida occhiata per capire che si tratta di una di quelle bombolette spray antiaggressione, tanto in voga in Francia ma assolutamente illegali da noi.
– Oh, – sorride il ragazzo – it’s a joke… –
Nel frattempo, sentiamo delle urla: tre ragazzini corrono verso di noi. Affannata e con forte accento americano, la più grandicella si rivolge ad Ale: – Do you speak English? – Gli Americani sono famosi per capacità di centrare i bersagli!
– No. Parla con loro! – ribatte Laura, indicando noi; mentre gli altri due continuano a chiamare:
– Alvin! Alvin!… – correndo intorno, la ragazzina ci spiega che hanno perso un loro amico: grasso e con gli occhiali (i gesti sono inequivocabili). Il Francese è ancora lì con il suo spray. È troppo! Salutiamo la piccola folla e guadagniamo la macchina.
Dopo aver transitato per vari “sensi unici”, ripassiamo per Via della Conciliazione:
i ragazzini americani sono ancora lì che corrono tra una viuzza e l’altra.
Mi sporgo dal finestrino:
– Did you find him?! –
– No! – mi gridano di rimando.
– Beh, – rimettendomi comodamente a sedere – cercatelo meglio… –
– Alvin!… Alvin!… –