
Questa vita è come un sogno, ma fino a quando il karma di questa vita non sarà esaurito, continueremo a considerarla reale e non ci sveglieremo dal sogno di questa esistenza. Per esempio, quando sei in un sogno, lo prendi come realtà e non ti svegli spontaneamente da esso.
Al momento della morte, ci svegliamo dal sogno di questa vita, che diventa un ricordo sempre più sfocato, senza lasciare nulla di concreto. Subito ci aggrappiamo a una nuova realtà: lo stato intermedio, il bardo.
— Il Venerabile Garchen Rinpoche
Il testo di Garchen Rinpoche usa una metafora molto chiara:
• La vita come sogno: finché dura il karma che sostiene questa esistenza, noi la percepiamo come reale, proprio come quando siamo immersi in un sogno e non ci rendiamo conto che è un sogno.
• La morte come risveglio: al momento della morte ci “svegliamo” dal sogno della vita. Tutto ciò che sembrava solido diventa un ricordo sfocato, privo di sostanza.
• Il bardo come nuova realtà: subito dopo la morte, la mente si aggrappa a un nuovo stato, quello intermedio (bardo), che appare altrettanto concreto e reale quanto la vita appena lasciata.
Il punto centrale è che la continuità della coscienza non si interrompe: ciò che cambia è solo l’oggetto a cui ci aggrappiamo. Prima è la vita, poi il bardo, poi una nuova nascita.
Dal punto di vista contemplativo, questo insegnamento invita a:
• Non attaccarsi troppo alla “solidità” della vita, perché è transitoria come un sogno.
• Prepararsi a riconoscere la natura illusoria delle esperienze, così da affrontare la morte con lucidità.
• Coltivare familiarità con il bardo, per non esserne travolti ma usarlo come occasione di liberazione.
Nella prospettiva buddhista, sia la vita che la morte, sia il sogno notturno che lo stato intermedio, hanno la stessa natura: apparenze illusorie della mente. Ciò che cambia è solo l’intensità e la continuità con cui ci aggrappiamo a queste esperienze.
• La vita ordinaria: appare solida, ma è sostenuta dal karma e dalla mente, quindi è illusoria.
• Il sogno notturno: è un riflesso più evidente della natura illusoria, ma ci sembra reale finché dura.
• Il Bardo: è un sogno potentissimo, in cui la coscienza crea visioni e realtà intermedie. Se non lo riconosciamo come illusione, ci aggrappiamo e rinasciamo.
• La liberazione: consiste nel riconoscere che tutte queste esperienze—vita, sogno, morte, bardo—sono manifestazioni della mente, prive di sostanza propria.
Per questo i maestri dicono: “Se riconosci il sogno come sogno, sei vicino al risveglio.”
Possano tutti gli esseri trovare pace nel cuore e libertà dalla sofferenza.
A beneficio di tutti gli esseri senzienti
Om Namo Buddhaya