
Sono decenni che tutti i massmediologi ed esperti del settore si struggono ponendosi la domanda: ma la tecnologia ci facilita la vita o ci rende solo più controllabili?E’ un falso problema, o meglio, la risposta è : entrambe le cose.
Per esempio oggi sentiamo molto parlare di Echelon. La rete Echelon indica il sistema mondiale d’intercettazione delle comunicazioni private e pubbliche. I complottasti si leccano i baffi, ma qui non c’è
nessun complotto: siamo, in qualche misura, sempre controllati: e allora? Non si può avere tutto.
Se vogliamo l’ultimo modello di Smartphone con funzioni ultra avanzate, per poter, contemporaneamente: ascoltare musica, stare su Facebook, chattare, avere la mappa aggiornata per arrivare dovunque nel minor tempo possibile, dobbiamo, necessariamente, rinunciare a parte della Privacy (termine inflazionatissimo che, ormai, ha perso il suo significato originale).
Signori, questa è la situazione, che vi piaccia o meno.
Il termine tecnologia è una parola composta che deriva dalla parola greca τεχνολογία (tékhne-loghìa), letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva sino al secolo XVIII il saper fare.
Tecnologia non vuol dire Scienza . Spesso i due termini risultano sinonimi, ma non è così. Con la nascita della scienza moderna ,attorno al secolo XVI ,i termini tecnica e tecnologia tendono a confondersi tra loro e diventano subalterni al sapere scientifico.
La nostra quotidianità è ricca e sovraccarica di linguaggi e di mezzi d’informazione, che ci tempestano al nostro risveglio fino a quando andiamo a letto: televisione, giornali, telefoni cellulari, computer…sono solo qualche esempio di media che utilizziamo con disinvoltura fin dall’infanzia. Basti pensare ai nostri bambini che si approcciano con naturalezza, ai videogiochi di nuova generazione, perdendo il senso del tempo e della realtà che li circonda, riempiendo le loro giornate e la loro solitudine di figli sempre più spesso “unici”. La vecchia e obsoleta realtà del cortile di casa o dei vicini ci sembra appartenente ad un’altra epoca: ora i bambini non si trovano più a giocare con la palla o con le costruzioni con i vicini di casa, il parco del quartiere e soprattutto la scuola sono rimasti gli unici e indispensabili centri di aggregazione e di sviluppo sociale. Come mediare questa situazione e sfruttare la tecnologia a nostro vantaggio? Non si può certo ignorare il progresso, ma lo si può rendere utile ad un fine didattico.
Il bambino si confronta con i nuovi media e con i nuovi linguaggi della comunicazione, come spettatore e come attore. La scuola può aiutarlo a familiarizzare con l’esperienza della multimedialità, favorendo un contatto attivo con i media e la ricerca delle loro possibilità espressive e creative. Qualsiasi progetto può avvalersi delle “nuove” tecnologia, maneggiata dai nostri bambini quotidianamente.
La preistorica scoperta o controllo del fuoco ha aumentato le fonti disponibili di cibo e l’invenzione della ruota ha aiutato l’uomo a viaggiare in uno spazio sempre più ampio.
Immaginate la vita, oggi, senza fuoco e ruota. Un disastro.
McLuhan dà una rappresentazione dell’evoluzione tecnologica come estensione del corpo umano , la tecnologia come modo di tradurre un sistema di conoscenza in un altro. La parola scritta, fondata sull’alfabeto fonetico, diventa una tecnologia che permette una estensione nello spazio e nel tempo della lingua parlata. Capite l’enorme portata di tutto questo? Perciò non state lì a lamentarvi se, quando alzate la cornetta del telefono, sentite il respiro del brigadiere di turno.