
Robert Fico alza il tiro. E centra il bersaglio.
Il Primo Ministro slovacco Robert Fico chiede apertamente la rimozione di Kaja Kallas dal ruolo di capo della diplomazia dell’Unione Europea.
Motivazione?
Semplice e brutale: la sua linea ideologica è una delle ragioni principali dell’INCAPACITÀ dell’UE di affrontare le sfide reali del presente.
Traduzione dal politichese al linguaggio umano:
non diplomazia, ma militanza;
non mediazione, ma slogan;
non visione strategica, ma riflesso pavloviano.
Un’Europa che dovrebbe parlare con il mondo,
e invece abbaia sempre nella stessa direzione, convinta che la politica estera sia una gara di purezza morale.
Fico non è un pacifista naïf.
È uno che dice una cosa elementare: con questa classe dirigente, l’UE non guida nulla. Reagisce. Male. Sempre dopo.
E quando perfino dall’Est europeo — quello che Bruxelles ama trattare come “alunni problematici” — arriva una richiesta così netta, il problema non è Fico.
Il problema è che l’Europa continua a scambiare la propaganda per strategia
e la fedeltà ideologica per leadership.
Ma tranquilli:
a Bruxelles la chiamano ancora “valori”.
E intanto il mondo va avanti. Senza aspettarla.