IL SIGNIFICATO ESOTERICO

La storia di Biancaneve inizia con la regina Madre che desidera una figlia “bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano”. Il suo desiderio sarà esaudito, anche se dopo poco lei morirà. Il bianco rappresenta il bene e la purezza, il nero è il suo opposto, il rosso è il calore, l’emozione della vita. Sono i tre aspetti che caratterizzano le esperienze dell’Anima in questo transito terreno. Infatti, Biancaneve, simbolicamente, rappresenta l’Anima o Sé Superiore. Quindi, Biancaneve-Anima è prigioniera della Matrigna-personalità, la quale chiede sempre chi sia la più bella (del reame) tra loro due. La matrigna (personalità) non sopporta che Biancaneve (Anima) sia più bella di lei. Il carattere della personalità (matrigna) è vanitoso, geloso, egoista, possessivo, iroso… tutto il contrario di quello dell’Anima (Biancaneve). È l’eterna lotta tra personalità non ancora spiritualizzata e Anima. Però attenzione: la gelosia, l’egoismo, la possessività, l’ira, rappresentano la negazione dell’Amora e alla lunga distruggeranno la matrigna-personalità. Ciò avviene in tutti coloro che non sono coscienti, che non consapevolizzano il male prodotto da quelle erbacce velenose. È a questo punto che L’Anima è costretta ad intervenire, dando un segnale inequivocabile attraverso la malattia.
Quando la matrigna-personalità scopre che Biancaneve-Anima è di fatto più bella di lei, cerca di farla uccidere. Qui il simbolismo è molto chiaro. Nella vita di ogni essere umano la personalità-sfidante cerca sempre di sopprimere l’Anima. Molto spesso la personalità attacca con spada d’acciaio, mentre l’Anima risponde con un giglio delicato. La matrigna desidera il cuore di Biancaneve, che esotericamente è l’organo al quale l’Anima è legata. Senza il cuore, l’Anima resterebbe imprigionata nella materia, situazione in cui si trovano molte Anime umane. Al fine di perseguire il proprio scopo malefico, la matrigna incarica il cacciatore di uccidere Biancaneve, ma costui, impietositosi della giovane e dolce fanciulla, la risparmia. Il cacciatore simboleggia la mente concreta, sempre al servizio della personalità. Ma anche il cacciatore si impietosisce al cospetto dell’Amore emanato da Biancaneve e dopo averla fatta fuggire, consegna alla matrigna il cuore di un animale, simbolo degli istinti umani. Possiamo notare dunque che nè le forze mentali, nè quelle emotive, possono far nulla contro la purezza dell’Anima.
Biancaneve scappa nella foresta (inconscio tenebroso) ed arriva nella casa dei 7 nani, che rappresenta il corpo fisico; infatti, essa sta stretta all’Anima-Biancaneve. I 7 nani simboleggiano i 7 chakra. Lavorano nella miniera (caverna-inconscio) per estrarre i diamanti (le qualità e le virtù). Ma chi sono i nani? vediamoli uno per uno:
Il primo è Dotto, il saggio, che simboleggia il Sole, la luce, il giorno.
Il secondo è Cucciolo, il più piccolo, rappresenta Mercurio portatore di novità.
Il terzo è Brontolo, quello nervoso ed irritabile, simboleggia Marte.
Il quarto è Mammolo, il timido, che simboleggia la Luna, l’energia femminile, la sera.
Il quinto è Eolo, sempre leggero e libero, custode dei venti, rappresenta Venere.
Il sesto è Gongolo, l’ottimista sempre allegro, rappresenta Giove.
Il settimo è Pisolo, colui che dorme sempre, rappresenta il risposo e la pausa il pianeta di Saturno.
I sette nani poi si innamoreranno di Biancaneve (Anima) e la aiuteranno a “liberarsi” della Matrigna(personalità).
Quindi: 7 Nani + 1 Biancaneve = 8
8 che girato in orizzontale, diviene il numero dell’infinito, della totalità. Infatti, l’esistenza dei nani (chakra) dopo l’incontro con Biancaneve (Anima) cambia totalmente. I nani, nella mitologia, sono dei lavoratori instancabili dotati di conoscenze misteriose e di antica saggezza. Scavando nelle viscere delle miniere o delle montagne, cercando diamanti e tesori cioè, esotericamente, lavorano all’interno, cercando i valori nascosti. Essi, attraverso la lavorazione, trasformano i metalli minori, in oro e forgiano oggetti preziosi e potenti (nelle saghe nordiche le più potenti e magiche spade degli eroi sono spesso state fabbricate da nani).
La Matrigna cerca di uccidere Biancaneve donandole una mela avvelenata. Biancaneve cade in un sonno profondo, il sonno della non-coscienza, che caratterizza il mondo delle forma delle apparenze; esso rappresenta lo stato attuale di molte anime umane che per “risvegliarsi”, devono lavorare interiormente anche sui sette chakra. La mela simboleggia l’amore e nel paradiso terrestre è il simbolo della conoscenza. La Matrigna cerca di ingannare Biancaneve, porgendole la mela rossa avvelenata, simbolo di amore-eros, privo dell’aspetto divino. Biancaneve però, anche mangiando la mela avvelenata, resta sempre un’Anima Immortale, che niente può distruggere, ma solo addormentare. Le forze della morte-decomposizione non possono attaccare la Luce dell’Anima.
Quando Biancaneve giace addormentata, arrivano a “piangerla” tre uccelli: una civetta, un corvo ed una colomba. La civetta, che “vede” nelle tenebre, rappresenta la conoscenza superiore; il corvo indica tutto l’oscuro che lega l’uomo alla terra; la colomba è il simbolo dello Spirito e dell’Anima purificata.
I nani dopo aver pianto per “tre” giorni (i fatidici tre giorni), decidono di fabbricare una bara di cristallo (simbolo di purezza) nella quale la depositano, proprio perché la terra non può accogliere il candore lunare del suo volto. La fanciulla non è morta, sembra dormire. In effetti, non si tratta di morte, ma di un passaggio da uno stato ad un altro più consapevole. Il principe azzurro rappresenta lo Spirito, Biancaneve-Anima si ridesterà dal sonno quando lo spirito/principe l’avrà baciata (l’unione tra Spirito e Anima, infatti, farà nascere il Cristo interiore). Biancaneve espelle il torsolo della mela (qualcosa che non serve, da espellere) e ritorna in sé. C’è un particolare molto importante nel finale della fiaba: i nani non vogliono cedere al Principe la bara di cristallo, nonostante egli per convincerli, abbia offerto loro tutto ciò che potessero desiderare. A questo punto, il Principe chiede che gli venga regalata ed i nani accettano. Simbologia questa molto eloquente, in riferimento all’Amore: Esso non può esser comprato, ma solo offerto in dono.
La Matrigna giunge alla festa di Nozze; invidia e gelosia erano talmente ardenti, che ella rimane avvolta nelle fiamme e muore. Simbolo della personalità che “muore”, per lasciar spazio all’Anima risplendere. Quindi, l’essenza esoterica della fiaba si manifesta attraverso il tragitto dell’Anima (Biancaneve) dell’essere verso il divenire, dalle tenebre alla Luce, dalla sofferenza alla gioia. Questo viaggio è vissuto dall’Anima attraverso le esperienze della vita (ostacoli, malattie, sconfitte, ecc.) fino a riconoscere e a consapevolizzare la necessità della “lotta”, che conduce sempre alla crescita e la conseguente vittoria sulle forze negative, per poter alla fine autorealizzarsi nell’Unione Spirituale.
Tratto dal libro “Le fiabe – percorsi iniziatici ed insegnamenti esoterici” di Giuseppe Bufalo