
Di Marco Travaglio si può pensare di tutto. Ma il modo in cui questa sera, a Otto e Mezzo, ha incenerito Italo Bocchino in diretta è stato magistrale.
Bocchino, in pieno delirio, ha parlato di presunti silenzi della sinistra e del popolo della Flotilla sull’Iran. Sinistra che, invece, sarebbe addirittura “scesa in piazza a favore di Maduro”.
Travaglio ha smontato tutto, punto per punto, ammutolendolo in due minuti:
“Non c’è nessun silenzio. C’è invece un vocio insopportabile di gente che continua a dire: perché non fate una manifestazione per quello? Perché non fate una manifestazione per l’altro?
Ma fatela voi invece di chiedere agli altri di farla.
Perché non funzionano le manifestazioni contro l’Iran? Perché è come manifestare contro il cattivo per dire che bisogna essere buoni.
Non ha senso alcuno. Le manifestazioni funzionano quando un popolo manifesta contro il suo governo. Perché tu sai che le tue manifestazioni influenzeranno il tuo di governo.
Le manifestazioni su Gaza non erano per far cambiare idea a Netanyahu, perché non c’è nessuno così matto da pensare che Netanyahu cambierà politica o idea perché a Roma c’è qualcuno in piazza.
Le manifestazioni erano perché il nostro governo non condannava lo sterminio di Gaza, perché l’Unione Europea continuava a essere alleata del governo che stava sterminando i gazawi, perché sulla Russia c’erano 22 pacchetti di sanzioni e su Israele zero.
L’Iran è sanzionato da 45 anni, Maduro e il Venezuela sono i nostri nemici, non sono i nostri amici, noi manifestiamo contro i nostri governi perché i governi degli altri di quello che noi manifestiamo se ne fregano.
È per questo che non funzionano. Dopodiché, se uno vuole partire con una flottiglia in Iran, prenda una barca e vada, invece di pretendere che quelli della Flotilla lo facciano.
È semplicemente assurdo continuare a dire agli altri di manifestare per quello che vuoi manifestare tu. Manifesta tu se ti interessa quello e se pensi che sia utile.
Io non credo che l’Ayatollah Khamenei cambierà politica se saprà che c’è stata una manifestazione a Roma. Perché le manifestazioni a Roma si fanno per spingere il governo di Roma a fare qualcosa, non il governo di Teheran. Il governo di Teheran ha il problema delle manifestazioni in Iran, non in Italia”.