
In precedenza l’avevo visto una volta dall’inizio a metà e un’altra da circa metà alla fine. Uno stillicidio… finalmente per intero!
Al di là della più che doviziosa “guardoneria”, di cui Kubric mi rende oggetto, il film esplora il limite sottile che c’è fra sogno e realtà, fra desiderio nascosto e svelamento di frustrazione che può avvenire anche in una relazione super codificata.
Una vita felice e fortunata, una casa piena di cose belle, una moglie super carina e addirittura un amore di figlioletto, a volte non bastano a spegnere, o per lo meno a tenere a bada, il magma che c’è all’interno di ogni individuo, e che, se deborda, diventa prima sogno, poi desiderio e infine simulacro di vita.
Il film sarebbe da guardare, ma ha una musica ossessionante che mi ha obbligato a stare col telecomando in mano per abbassare al limite il volume nei momenti di non parlato.
Interpreti bravi. L’insieme è magistrale. Kubrick è sempre Kubric.