
IL FASCISMO DIVENTA UN GIOCO DA COLORARE (il libro-gioco della WeGil)
La Regione Lazio ha diffuso un libro-gioco da colorare per bambini che contiene immagini e titoli che riportano palesemente alla propaganda del periodo fascista.
Ne sono venuto a conoscenza perché Francesco Marconi, bravo attore e regista, ha pubblicato un video che, per così dire, ha scoperto le carte.
L’opuscolo presenta varie scritte celebrative dell’epoca fascista che, a quanto sembra vedendo il video, non sarebbero state contestualizzate. E così i bambini coloreranno la scritta ‘Necessario vincere, più necessario combattere’, e ‘Tireremo dritto’, oltre alla ‘M’ di Mussolini che campeggia su un lato della struttura. “Così i bambini cresceranno e impareranno a colorare e salutare con il saluto romano.
Fortunatamente il vignettista Makkox ha ripreso l’argomento producendo a sua volta una video-vignetta che, con una satira intelligente ed encomiabile, canzona il Ministro della Cultura Giuli e fa “giustizia”.
Vi invito a vederla su questo link:
Ma la domanda che mi pongo è: perché giustizia non la fa anche chi è preposto a farla, considerato che l’apologia di Fascismo è un reato in base alla VII Disposizione Finale e Transitoria della nostra Costituzione nonché alle leggi Scelba e Mancino?
Evidentemente, se non si fa giustizia nemmeno per le commemorazioni squadriste di Acca Larentia e per le celebrazioni sulla tomba del Duce a Predappio, esiste un una sorta di “beneplacito” di questo Governo, la cui leader non si è mai dichiarata antifascista pur avendo giurato sulla Costituzione, che è antifascista.
Purtroppo, da quando Berlusconi ha sdoganato la Destra di Fini, tutti coloro che prima avevano celato e nascosto il loro credo fascista, si sentono liberi di manifestarlo spudoratamente.
Qualcuno dirà che la nostra Costituzione prevede anche la libertà di pensiero e di espressione, allora come ribattere? Semplicemente ricordando loro che secondo la nostra Legge Fondamentale, appunto la Costituzione, nata dalla lotta partigiana e quindi profondamente antifascista (altrimenti negherebbe sé stessa) queste sono azioni contrarie all’Ordine pubblico e che ogni libertà ha in sé il limite del “rispetto delle leggi” che regolano la pacifica convivenza.
La libertà di espressione e pensiero è proprio quella che il Fascismo ha sempre inteso reprimere, non quella che sovverte i valori democratici.
Flores