
PAROLE SEMPLICI DI FEDERICO FAGGIN: PER SPIEGARE LA MORTE E ARRIVARE AL CUORE DI TUTTI
«Noi esseri umani siamo campi quantistici, generati dal campo di Uno, che controllano un corpo: quello strumento che il campo usa per fare esperienza nella realtà spazio-temporale. Quindi non corpi, ma campi che controllano corpi, come si controlla un drone.
Il corpo ci manda segnali che il cervello elabora: noi li esperiamo come forme, colori, sapori e così via.»
“Il corpo è una specie di strumento che il campo usa per avere un’esperienza di quello che vede il corpo.
Quando uno capisce questo, il corpo è come un drone controllato dal campo.
Quando il corpo muore, questa parte del campo si guarda attorno e dice:
«Ah, ma io sono ancora vivo!»
Come quelli che hanno l’esperienza di premorte: si vedono sopra il corpo e dicono
«Ah, ma io sono qua, non quello!»
Noi non andiamo da nessuna parte, in realtà.
È il corpo che se ne va.
Eravamo catturati, quasi ipnotizzati dal corpo, e credevamo di essere quel corpo.
Ma non avendo più il corpo che ci manda segnali, ci guardiamo attorno e diciamo:
«Ah… siamo qui!»
Anche un ragazzino che si identifica con un avatar in un videogioco:
per quella mezz’ora in cui è concentrato, crede di essere l’avatar.
La stessa cosa siamo noi.”
(Testo tratto dal film di Thomas Torelli, La Nuova Umanità)