
Ieri, durante la lezione, uno studente mi ha chiesto davanti a tutti: «Prof, ma la sua giacca è di marca?» Ho sorriso e ho risposto: «No, l’ho comprata al mercatino». In classe è calato il silenzio. Qualcuno ha fatto una smorfia: «Io non indosserei mai una cosa già usata». Un altro ha aggiunto: «Io vesto solo firmato.»
E così, senza volerlo, la lezione di matematica si è trasformata in una lezione di VITA. Ho spiegato loro che non fa alcuna differenza se un vestito arriva da una boutique di lusso o da una bancarella del mercato: alla fine finiscono tutti
nello stesso posto, dentro la lavatrice. E che, molto spesso, i marchi che tanto ammiriamo escono dalle stesse fabbriche dei vestiti senza logo. Poi siamo tornati alla geometria. Ma mentre scrivevano, guardavo le felpe firmate che alcuni ostentavano con orgoglio… e pensavo a quei compagni che, nella stessa classe, portano sempre gli stessi jeans e le stesse magliette, cercando di non farsi notare.
Così ho detto loro, con calma: «Non prendete mai in giro chi ha meno di voi. Non c’è nulla di cui vergognarsi nel non avere tanto. Ma nel giudicare chi ha meno.» Perché anche io so cosa significa arrivare a fine mese facendo i conti. So cosa vuol dire mangiare cose SEMPLICI. So cosa vuol dire tenere gli stessi vestiti il più a lungo possibile. E oggi la salute mi ha ricordato cosa conta davvero. E credetemi: la moda passa in secondo piano.
Non è un’etichetta cucita su un maglione a definire chi siamo. Ma il nostro modo di stare al mondo e il RISPETTO che abbiamo per gli altri, come diceva Umberto Eco. Genitori: insegnate ai vostri figli a essere riconoscenti, insegnategli ad essere umili. Perché il VALORE delle persone non si misura dal prezzo di ciò che indossano. La differenza non la fa il prezzo. La differenza la fanno le persone.