
“Buongiorno, sì siamo della Polizia, siamo venuti a notificarle che tra cinque giorni verremo ad arrestarla. Sì, è solo un avviso, non si preoccupi, sono le novità della riforma Nordio. Gentilmente ora che l’abbiamo avvisata, lei dovrebbe rimanere in città e non scappare, non inquinare le prove, non gettare il telefonino in un lago, né far sparire il PC.
Come dice? Se può avvisare i complici? Guardi, tecnicamente no, ma non possiamo mica controllarla h24. Diciamo che si deve considerare mezza avvisata, mezza arrestata.
Le lasciamo qui tutta la documentazione: intercettazioni, nomi dei testimoni, prove raccolte. È per il suo diritto alla difesa. Se potesse evitare di chiamare i testimoni per minacciarli lo gradiremmo, però i loro numeri sono tutti qui nelle trascrizioni.”
È così che funziona la riforma Nordio. Ma chi tutela davvero questa riforma? Non i cittadini onesti che si affidano allo Stato. Non i testimoni che rischiano la vita per denunciare i criminali. Non le vittime che vedono i loro carnefici liberi di fuggire. Questa riforma tutela falsamente il diritto di difesa mentre indebolisce il senso dello Stato.
Il governo deve scegliere: o abroga immediatamente queste norme o si assume la responsabilità di aver reso l’Italia più sicura per i criminali e più pericolosa per le persone perbene.