
Pochi giorni fa, con un intervento da incorniciare, Pierfrancesco Diliberto, da tutti conosciuto come Pif, ha spiegato perché voterà No al referendum sulla giustizia.
E in pochi minuti ha smontato la propaganda del governo, ha ricordato come il fact checking venga applicato a senso unico (durissimo con Barbero, inesistente con Fratelli d’Italia) e ha mostrato che, a forza di ascoltare Nordio e Tajani, le ragioni del No emergono da sole:
“Carissimi, è da giorni che cerco di preparare questo video in cui spiego il motivo per cui voterò no al referendum.
Solo che ho pensato: se al professor Barbero lo trattano così, a me fanno un mazzo.
Saluto gli amici di Open, del dottor David Puente.
Ciao David, non mi prendere proprio alla lettera, non vorrei fare la fine di Barbero, non mi vorrei montare la testa.
Rispetto agli altri referendum mi sono dovuto documentare molto prima di prendere questa decisione, perché è un fatto molto tecnico e una persona normale fa fatica a capire di cosa stiamo parlando, anche se questa riforma se passa influenzerà molto la vita di tutti quanti.
Non voglio andare troppo nel dettaglio perché poi c’ho un Puente qua, però diciamo che questa cosa del sorteggio differenziato a me non mi convince, anche perché mi sembra un po’ a sfavore della magistratura e a favore della politica.
nsomma, mi sembra che ci sia un po’ di Ungheria nell’aria. E l’Ungheria è bella, ma non ci vivrei. Almeno non per il momento. E poi mi sembra evidente che con tutti i problemi che ha la giustizia italiana, questa non è una priorità.
Ci sono prima mille altri problemi da risolvere, uno fra tutti i tempi della giustizia.
Questa riforma spesso viene presentata come una riforma che risolverà anche questo tipo di problema. Almeno Fratelli d’Italia nei suoi social lo ripete continuamente. Loro non sono stati bannati come il povero professor Barbero, quindi non è una fake news.
La sensazione è che questa riforma sia un po’ il Ponte sullo Stretto della giustizia e utile a chi lo fa.
Io ho capito che devo votare no ascoltando Nordio e Tajani. Tajani, ad esempio, ha dichiarato che la maggior parte degli imputati in Italia alla fine viene assolta. Il ragionamento che faccio allora è: se un imputato alla fine viene assolto, molto probabilmente è perché il PM e il giudice hanno avuto idee diverse riguardo le sorti dell’imputato.
Tutto questo ha mandato avanti il processo al grado successivo. E se questo avviene nella maggior parte dei casi, come dice Tajani, che la facciamo a fare sta riforma?
Quando Nordio invece dice che la Schlein dovrebbe votare sì perché un giorno potrebbe essere utile al PD quando sarà al governo, allora lì capisci perché vogliono fare questa riforma.
Quindi ai comitati del No suggerisco di usare come testimonial Tajani e Nordio.
Loro sanno spiegare meglio di altri le ragioni del No. Almeno a me hanno convinto a votare No”.