
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha preso una posizione durissima nei confronti del ministro dell’Interno Piantedosi e di condanna di qualunque presenza dell’ICE sul suolo italiano per le Olimpiadi.
“Da italiano, prima ancora che da primo cittadino milanese, non mi sento tutelato da un ministro come il ministro Piantedosi, che dice “Vabbè, se mai dovesse venire, che problema c’è?”
Il problema c’è eccome: questa è una milizia che uccide, è una milizia che entra nelle case della gente auto-firmandosi il permesso.
È chiaro che non sono i benvenuti a Milano, non c’è alcun dubbio. E mi chiedo: ma una volta noi potremmo dire un “No” a Trump?
Qui non si parla di interrompere relazioni o di creare un caso diplomatico, ma un “No”, potremmo dirlo?
Ieri in America un esponente del partito Repubblicano, in corsa per diventare governatore del Minnesota, si è ritirato dalla corsa in polemica con l’ICE.
Allora, questa cosa non s’ha da fare. Io credo che non debbano venire in Italia perché non danno garanzie di essere allineati alle nostre modalità di gestire in maniera democratica la sicurezza. Siamo in grado di occuparci da soli della loro sicurezza. Non abbiamo bisogno dell’ICE”.
Una lezione (gratuita) di politica, di diplomazia, di ordine pubblico, di democrazia, tutto insieme.
Parole che mai sentiremo pronunciare da un membro del governo, figuriamoci da Giorgia Meloni.
E per questo oggi ancora più preziose e necessarie.