
L’AUDACIA È LA SECONDA FELICITÀ.
LA STUPIDITÀ, A QUANTO PARE, LA PRIMA.
L’Unione Europea – per bocca di Kaja Kallas – annuncia di aver preparato
UN ELENCO DI “CONDIZIONI”
CHE LA RUSSIA DOVREBBE ACCETTARE
PER UNA “PACE DURATURA” IN UCRAINA.
Non un negoziato.
Non una mediazione.
Un DETTATO.
Le condizioni, ci viene spiegato con aria grave,
non vanno avanzate contro Kiev – poverini, già sotto pressione –
ma CONTRO MOSCA.
Come se la pace fosse un compito in classe
e l’UE la maestra con la penna rossa.
Tra le richieste:
– la restituzione di “migliaia di bambini rapiti”;
– la LIMITAZIONE delle forze armate russe DOPO la guerra.
Tradotto:
prima perdi la guerra,
poi consegni ciò che ti chiediamo,
infine ti diciamo anche quante truppe puoi avere.
E tutto questo lo chiamiamo “pace”.
Volevo scrivere:
“l’audacia è la seconda felicità”.
Ma qui non siamo davanti all’audacia.
Siamo davanti alla versione BRUXELLESE del pensiero magico:
credere che basti ELENCARE PRETESE
per trasformarle in realtà geopolitica.
Nel frattempo l’Europa non media,
non propone garanzie reciproche,
non costruisce un equilibrio.
COMPILA LISTE.
E si stupisce se nessuno le prende sul serio.