
E la si finisca di riempire le scuole di queste cazzate! Nei prossimi giorni verrà approvata la riforma delle cosiddette tre “i”: impresa, informatica, inglese. Tra insegnanti frastornati e genitori entusiasti, si prevede di collocare un computer collegato a Internet in ogni classe, anche alle elementari.
Oggi i ragazzi conoscono sì e no seicento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole. E noi riempiamo le scuole di TECNOLOGIA digitale invece che di letteratura? È folle. (…)
E la si finisca anche con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. Gli antichi imparavano i sentimenti attraverso i miti dove ritroviamo tutta la gamma dei sentimenti possibili, Zeus il potere, Afrodite l’amore, Atena l’intelligenza, Apollo la bellezza, etc. Noi invece li impariamo attraverso la letteratura, che è il luogo dove si apprende che cosa sono il dolore, la noia, l’amore, la disperazione, la passione. Ma se la letteratura non viene frequentata e i libri non vengono letti, se la scuola disamora allora il sentimento non si forma.
Umberto Galimberti, 2003