
Dal 7 di ottobre del 2023 quasi tremila palestinesi sono letteralmente scomparsi nel nulla, polverizzati dalle bombe termobariche di Israele, fornite dagli Usa e vietate dalle convenzioni internazionali.
Dal 7 di ottobre del 2023 sono stati arrestati trentaduemila palestinesi, oltre novemila sono ancora in prigione.
Dal 7 ottobre del 2023 più di 100 palestinesi sono morti in carcere, a causa dei maltrattamenti e delle torture.
Dall’ottobre del 2025, nella cosiddetta tregua trumpiana, sono centinaia i palestinesi morti, che si aggiungono ai settantamila del biennio precedente, a quelli sepolti sotto le macerie e ai mutilati.
Negli ultimi due anni si è intensificata la violenza dei coloni in Cisgiordania e Tel Aviv ha deliberato ulteriori quaranta kilometri quadrati di nuovi insediamenti.
E in queste ore Netanyahu si sta preparando a riprendere pienamente le ostilità su Gaza, perché deve terminare il lavoro e cacciare definitivamente tutti dalla loro terra.
Ora voi e noi possiamo liberamente scegliere se guardare il dito o la luna.
E voi anime belle potete scandalizzarvi quanto volete per una frase di Francesca Albanese e accanirvi sulla relatrice speciale dell’Onu invece che sui responsabili del genocidio, potete chiedere la revoca delle cittadinanze onorarie ai nostri Comuni e chiedere le dimissioni dal suo ruolo.
Fate un po’ come vi pare.
Ma quei numeri e quella realtà restano, resta il genocidio, l’ipocrisia, la barbarie, l’occupazione, la morte e la tortura.
E Francesca Albanese non ha mai ucciso o torturato nessuno e non ha mai rubato niente.
E ciò accade anche se avete ripreso a far finta che non stia succedendo niente.
E questo vi toglie ogni primato morale e ogni diritto di indignarvi.