
Qualche giorno fa, Rula Jebreal ha rilasciato un’ottima intervista a Fanpage in cui ha ricordato un episodio che la vide coinvolta qualche anno fa a Sanremo, proprio a causa di Giorgia Meloni. Leggete qui…
“Su Pucci Meloni esprime la sua solidarietà accusando la sinistra di deriva illiberale, che non solo è una sciocchezza ma anche una macroscopica incoerenza: fu proprio lei, infatti, a intervenire personalmente per impedirmi di parlare a Sanremo 5 anni fa: sosteneva che il mio monologo non avesse contraddittorio, eppure il mio era un monologo contro il femminicidio e gli stupri, non so che tipo di contraddittorio lei evocasse. Voleva forse un assassino o uno stupratore? Ma si sa, Giorgia Meloni predilige i “doppi standard”, e non solo in casi come questo.
Parlare della violenza contro le donne è di parte? È, secondo me, parlare di temi fondamentali che devono interessare i cittadini e le cittadine di questo Paese. E direi che nello specifico questo era ed è un tema di interesse nazionale, una “urgenza civile” e “universale” di cui nessuno può e deve appropriarsi e interdire a qualcun altro, a seconda delle convenienze. La verità è che la destra vuole che si balli, si canti, si faccia distrazione di massa e che si lasci al governo, a questo governo, la libertà di imporre la propria opinione e le proprie scelte.
Lei criminalizza la critica, l’opposizione. Quando parla di sinistra illiberale non si rende conto che lei sta guidando il governo che domina la Rai, quel governo che si lamenta di qualsiasi critica, quel governo che ha fatto causa a tutti i giornalisti che hanno criticato lei, come Salvini e tanti altri. Quando ha lanciato una feroce campagna mediatica contro di me era all’opposizione, è andata ovunque per dire che io non sarei dovuta andare a Sanremo, trovando tutte le giustificazioni possibili e immaginabili.
Chiunque provi a criticare Meloni e che non sia sottomesso alla propaganda di destra radicale è nel mirino. La premier vive di propaganda, ma non si rende conto che nel resto del mondo sono stati scritti articoli sulla censura, la critica, la criminalizzazione del dissenso, del giornalismo in Italia. Meloni ha un problema serio con la verità.
E il vittimismo della destra è uguale a quello di Trump. È l’uomo più potente al mondo e continua a dire che lui è vittima dei complottisti, della sinistra, dei giudici, dei giornalisti che sono nemici del popolo, i suoi oppositori sono tutti terroristi. È la stessa identica strategia, purtroppo, che mira a delegittimare e disumanizzare non solo i critici, ma il ruolo dell’opposizione in quanto tale e ciò non può capitare in una Repubblica costituzionale”.