
La Spagna ha appena alzato il salario minimo a 1.221 euro al mese. Per quattordici mensilità. Aumento del 3,1%.
Lo hanno firmato oggi: il governo, i sindacati, la ministra del Lavoro Yolanda Díaz. Alla presenza del presidente Sanchez.
Nel 2018 il salario minimo spagnolo era 736 euro. Otto anni dopo è 1.221: più 65%. Ogni anno, un aumento. Ogni anno, un passo avanti.
E ogni anno qualcuno spiegava che sarebbe stato un disastro: le imprese avrebbero chiuso, l’occupazione sarebbe crollata, l’economia si sarebbe fermata.
Otto anni dopo la Spagna cresce più della media europea e la disoccupazione è ai minimi dal 2008.
Si può fare. Si fa. Funziona.
In Italia il salario minimo non esiste. La proposta è stata bocciata e mandata a morire in commissione dal Governo Meloni. Ci sono lavoratori che guadagnano 3 euro l’ora, legalmente.
La Spagna non ha scoperto una formula magica. Ha deciso che chi lavora ha diritto a una vita dignitosa. E l’ha messo nero su bianco. Ogni anno.
Ricordatevelo, quando vi diranno che destra e sinistra sono uguali.