
La fuga di Ellen e William Craft fu una delle più audaci e riuscite nella storia degli Stati Uniti. A metà Ottocento i due schiavi riuscirono a evadere dalla Georgia e a raggiungere Philadelphia in soli quattro giorni, viaggiando in prima classe tra treni, alberghi e cene eleganti.
William aveva 16 anni quando incontrò Ellen. Lui, separato dalla famiglia e venduto per ripianare i debiti di gioco del suo primo padrone, inizialmente stentò a credere che quella giovane fosse nelle sue stesse condizioni. Ellen infatti era per tre quarti di sangue bianca e in molti nella casa del signor Collins la scambiavano per una della famiglia. Figlia illegittima di Maria, una schiava mulatta, e del suo padrone, il maggiore Smith, era stata regalata alla sorellastra come dono di nozze.
Ellen e William si innamorarono e si sposarono. Decisero però di non avere figli finché non fossero stati liberi. Presto elaborarono un piano tanto azzardato quanto geniale per guadagnarsi l’emancipazione. Ellen si travestì da uomo e finse di essere un giovane aristocratico del Sud in viaggio con il proprio schiavo. Grazie ad alcuni soldi messi segretamente da parte da William, comprarono entrambi degli abiti adatti e si imbarcarono verso il Nord. Durante il viaggio Ellen finse di essere malata per avere meno contatti possibili con gli altri viaggiatori e si legò il braccio destro in modo tale che, se le fosse stato chiesto di firmare dei documenti, avrebbe potuto nascondere il proprio analfabetismo. Il colore chiaro della sua pelle fece il resto.
Una volta conquistata la libertà i coniugi Craft divennero un simbolo per tutto il movimento abolizionista che li spronò a raccontare la propria storia. Ma appena due anni dopo la loro fuga, nel 1850, erano nuovamente in pericolo. Grazie all’approvazione da parte del Congresso del Fugitive Slave Act, Collins poté inviare dei cacciatori di schiavi a dargli la caccia. Così William ed Ellen vennero aiutati a emigrare in Inghilterra.
Dopo quindici anni, la guerra civile e l’abolizione della schiavitù poterono tornare negli USA con tre dei propri figli e aprire una cooperativa che si occupò di aiutare gli ex schiavi ad affrancarsi definitivamente.