
Il DJ a cui fu detto: “Non trasmetterlo”…
Nel 1975 i Queen avevano ultimato “Bohemian Rhapsody”, ma si trovarono di fronte a un grosso problema. Il brano durava 5 minuti e 55 secondi. Negli anni Settanta, le stazioni radio seguivano una regola ferrea: non trasmettevano mai canzoni più lunghe di tre minuti.
I dirigenti della EMI Records furono categorici con la band: “Dovete tagliarla. Se non eliminate la sezione operistica, non la pubblicheremo”. Il gruppo si rifiutò. Era un vicolo cieco.
Freddie Mercury decise allora di correre un rischio. Portò una bobina del brano al suo amico Kenny Everett, celebre DJ di Capital Radio a Londra. Freddie gli consegnò il nastro con un’istruzione molto precisa: “Lo do a te solo perché tu possa ascoltarlo. Puoi sentirlo privatamente, ma devi promettermi che non lo manderai mai in onda”.
Freddie sapeva esattamente cosa stava facendo. Conosceva bene Everett, un ribelle che non sapeva resistere al fascino del frutto proibito.
Kenny ascoltò il pezzo e ne rimase folgorato. “Accidentalmente”, fece scivolare il nastro nel lettore. Mandò in onda un piccolo frammento, poi un altro po’. I telefoni della stazione radio iniziarono a illuminarsi. Gli ascoltatori erano disperati: volevano sentire il brano completo. Durante quel fine settimana, Kenny Everett trasmise la canzone “proibita” ben 14 volte.
Lunedì mattina, folle di persone erano già in coda nei negozi di dischi di Londra per chiedere “quella canzone d’opera”. L’unico inconveniente era che la EMI non aveva ancora stampato i dischi. La richiesta generata da quel nastro “trapelato” costrinse l’etichetta discografica ad arrendersi. Pubblicarono il brano nella sua interezza, con i suoi gloriosi 5:55 minuti, dimostrando che il modo migliore per far passare una canzone in radio è dire a un DJ che non gli è permesso farlo.