
Ieri sera il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha denunciato con parole durissime tutta la insopportabile ipocrisia e il doppiopesismo della comunità internazionale su Gaza.
“Qui sono molto arrabbiati con la comunità internazionale: perché la comunità internazionale permette a Israele di fare in Palestina ciò che non permette alla Russia di fare in Ucraina”.
Ha espresso, cioè, esattamente quello che diciamo e denunciamo da mesi, inascoltati.
Poi ha spiegato nel dettaglio cosa intendesse:
“Gli accordi internazionali hanno dimostrato la loro debolezza: siamo in un fase in cui i grandi decidono secondo i loro criteri, che non sono nel bene comune.
Quello che vedo come credente, come uno che vive qui da quasi quarant’anni, è che non è il momento in cui si può esprimere grande fiducia nelle istituzioni politiche internazionali multilaterali. Questo è un dato di fatto. È un momento durissimo in cui c’è un’aggressione continua alla prospettiva futura per un futuro Stato palestinese: l’odio che questa guerra ha creato è profondissimo e parlare di ricostruzione è difficile”.
Oggi io, laico, ateo, mi sento rappresentato dal cardinale Pizzaballa più che da qualunque statista europeo (a parte uno).
Un cristiano vero. Lui.