
È cominciata un’altra guerra. Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, che sta rispondendo. Non sarà un attacco lampo, non sarà la soluzione per il popolo iraniano, soprattutto i giovani e le donne, che da anni riempiono le strade chiedendo libertà a costo della loro stessa vita. È un attacco militare che produrrà ulteriori morti, devastazioni e una maggiore destabilizzazione in un’area che è già una polveriera.
In queste ore è guerra aperta anche tra Pakistan e Afghanistan, si continua a morire in Palestina sotto l’egida indecente degli speculatori del “Board of Peace”, in Sudan si consuma un’ecatombe praticamente ignorata dai media occidentali e non c’è nemmeno l’ombra di una soluzione per la guerra in Ucraina.
Intanto negli Stati Uniti Trump interrompe la collaborazione con Anthropic, una delle più importanti imprese del mondo dell’intelligenza artificiale, perché il suo CEO si rifiuta di rimuovere i limiti etici e di sicurezza che impediscono di usarla per armi che autorizzerebbero i robot a uccidere gli esseri umani. Dagli alleati europei della NATO nemmeno una parola contro questa prospettiva aberrante.
La strada che i potenti della Terra hanno imboccato non porta alla riaffermazione della pace e dei diritti umani, ma conduce a una guerra globale, sempre più larga e sempre più devastante, capace di travalicare ogni confine etico disegnato dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale.
Tocca ai popoli e alle persone comuni fermarli, come sempre.