
“Il tempo rallenta prima di un incidente, perciò ebbi il tempo di pensare. Pensai a quello che una volta mi aveva detto un becchino, che i capelli crescono ancora per un po’ dopo che muori. E poi si fermano. Mi chiesi: cos’è che li fa crescere? E’ come la terra per le piante? E cos’è che a un certo punto abbandona la terra? L’anima? E quand’è che i capelli capiscono che se n’è andata?”
(“L’uomo che non c’era”, regia di Joel ed Ethan Coen, 2001).
L’uomo che non c’era è un film drammatico, diretto da Joel Coen, con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, Michael Badalucco, James Gandolfini, Katherine Borowitz, Jon Polito.
Siamo nel 1949 a Santa Rosa in California. Ed Crane è barbiere triste, senza nessuna prospettiva. Sospetta che la moglie Doris abbia una relazione. Per reagire in qualche modo decide di investire denaro nel nuovo affare del lavaggio a secco.
Estorce quindi la somma di 10.000 dollari all’amico Dave, che poi è l’amante della moglie e, in un raptus, lo uccide. La moglie è l’indiziata numero uno, e il barbiere si trova in una situazione senza uscita. Anzi l’uscita, alla fine c’è…
I fratelli Coen realizzano un film importante ed accattivante per il pubblico. Una sceneggiatura pregevole che avrebbe meritato un Oscar.
Con il loro stile rigoroso , attraverso un umorismo sottile e uno splendido bianco e nero, rivelano la loro passione per il cinema noir. La provincia con le sue ossessioni, il razzismo, il racket del gioco, tutto è rappresentato in modo perfetto.