
L’esperienza di Javier Bardem nel ruolo di Anton Chigurh in “Non è un paese per vecchi” (2007) è stata segnata da un profondo disagio personale, che l’attore ha saputo canalizzare per creare uno dei cattivi più iconici della storia del cinema.
“Non mi interessava dargli un’anima, perché lui non ne ha una. È l’incarnazione stessa della violenza pura, una violenza che non nasce dalla rabbia, ma da una logica fredda e matematica. Quando lanciavo quella moneta, non ero un uomo che decideva la vita di un altro; ero lo strumento di un universo indifferente.
C’è stato un momento in cui ho capito che per interpretarlo dovevo smettere di ‘sentire’. Dovevo essere come il metallo della sua bombola d’aria: freddo, solido, senza respiro. Quell’uomo non era una persona, era il vuoto che cammina.”