
Ad agosto Trump annunciava trionfante che il programma nucleare iraniano era stato “obliterato”.
Fine dei giochi. Problema risolto. Sipario.
In questi giorni, dopo i nuovi bombardamenti americani, arriva un altro annuncio rassicurante:
le capacità missilistiche iraniane sarebbero state distrutte.
Peccato che, nel frattempo, il KSIR rivendichi la più potente ondata di attacchi dall’inizio del conflitto, con obiettivi tra Tel Aviv, Haifa e basi militari nella regione.
Strano destino quello delle armi nemiche.
Secondo i comunicati ufficiali vengono sempre distrutte.
Secondo la realtà continuano misteriosamente a funzionare.
È un fenomeno che abbiamo già visto altrove.
Ricordate?
La Russia doveva finire i missili in tre settimane.
Poi in tre mesi.
Poi entro l’inverno.
Poi entro l’anno.
Tre anni dopo… continuano a partire.
Ora il copione sembra identico:
prima l’annuncio della distruzione totale,
poi la sorpresa quando i missili partono lo stesso.
Ma tranquilli: tra qualche ora arriverà sicuramente un nuovo comunicato.
Quello in cui ci spiegheranno che l’Iran ha finito i missili.
Di nuovo.