
Avevo il terrore di perdere mia madre.
Una paura che non riesci nemmeno a spiegare davvero a parole. Perché quando si ammala la persona più importante della tua vita, tutto cambia all’improvviso. Le giornate smettono di essere semplici giornate. Diventano attese, visite, silenzi pieni di pensieri. Ogni telefonata può diventare una speranza o una paura.
Io lo dicevo spesso: non riuscivo neanche a immaginare una vita senza di lei.
Per me non era soltanto una madre.
Era il mio punto fermo, il mio rifugio, la persona che mi ha insegnato a guardare il mondo con coraggio, con ironia, con quella forza che l’ha sempre resa speciale.
L’ho vista combattere.
Con dignità. Con una forza incredibile. Persino con il sorriso quando il corpo era stanco e la battaglia diventava sempre più difficile.
Ed è proprio in quei momenti che ho capito quanto fosse grande.
Dentro di me però c’era sempre quella paura.
Silenziosa. Ostinata. La paura che un giorno potesse arrivare quel momento che nessun figlio è davvero pronto ad affrontare.
Per questo le dicevo spesso:
“Finché io sono accanto a te non ti succederà niente.”
Lo dicevo perché volevo proteggerla.
Ma forse lo dicevo soprattutto per convincere me stessa che il tempo non avrebbe avuto il coraggio di portarmela via.
Oggi capisco una cosa.
L’amore non sparisce.
La presenza di una madre non si cancella.
Rimane nei ricordi.
Nelle parole che ti ha insegnato.
Nei gesti che continui a fare senza accorgertene.
E anche se ora il silenzio fa più rumore di prima, dentro di me continuerò a parlarle.
Come ho sempre fatto.”
—Verdiana, figlia di Enrica Bonaccorti.