
A proposito di Cirino Pomicino, che è passato a miglior vita, vorrei ricordare questo bellissimo aneddoto dell’Italia che ci piace.
Nel 1985 Pomicino doveva farsi operare al cuore, negli USA, e il chirurgo lo aveva avvisato che l’operazione era difficile, poteva anche non farcela. Uno qualunque si sarebbe spaventato, ma Pomicino era tranquillo perché conosceva i poteri forti, aveva degli amici molto in alto: la Vergine Maria.
Con un voto solenne alla Madonna di Pompei (e con la promessa di donazione in denaro, che si sa, la Madonna ci tiene) Pomicino si assicurò la sopravvivenza, e infatti con l’operazione filò tutto liscio.
La Madonna è una vera professionista, mantiene sempre gli accordi e concede i suoi miracoli, soprattutto se la paghi.
Tornato in Italia vivo e vegeto, Pomicino si impegnò a mantenere la promessa. Telefonò a un imprenditore del suo giro, amministratore di un’azienda, e gli disse “senti, mi devi donare 70 milioni di lire a un prete amico mio”.
Questo amministratore era da poco in quel ruolo. Il suo predecessore era morto e lui si era appena insediato, non conosceva bene questi meccanismi. Pare che si chiamasse concussione, o almeno gli invidiosi dicono così.
Il tipo sapeva che in Italia non si fa business senza la politica e che bisogna sempre ungere le ruote, ma non si aspettava proprio una roba così diretta, perciò chiese a Pomicino:
“Ma perché gli devo dare questi soldi?”
“Perché io ho fatto un voto alla Madonna di Pompei.”
“Sì, ma se il voto l’avete fatto voi, perché i soldi glieli devo dare io?”
“Perché tanto quei soldi li dovresti comunque dare a me, e io poi li darei al prete, perciò saltiamo un passaggio e dalli direttamente tu al prete.”
L’imprenditore in questo caso non ci guadagnava nulla, niente scambio di favori. Doveva solo cacciare fuori i soldi, perché glielo chiedeva Pomicino, ma soprattutto perché lo esigeva la Madonna di Pompei.
Mi mancano quegli anni, erano tempi migliori.