
“Possa Egli, il dominatore, schiacciare e distruggere Israele”. Il presidente turco Erdogan alza i toni dello scontro con Israele, e lo fa con parole tra le più dure finora pronunciate. “Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone. Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo”, ha detto a Rize, sul Mar Nero, chiudendo la preghiera per la fine del Ramadan, descrivendo un Medio Oriente “incandescente”. Alla condanna politica si aggiunge quindi l’evocazione di un intervento divino, dove “Kahrar” è uno dei nomi usati nell’Islam per descrivere Dio, traducibile come “il dominatore” o “colui che sottomette”. La preghiera di Erdogan ha un duplice senso: “Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti” ha aggiunto.
Le parole di Erdogan si inseriscono in un quadro interno segnato da una convergenza rara: in Turchia, infatti, tanto il partito di governo quanto le opposizioni hanno da subito espresso contrarietà agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, chiedendo un ritorno alla diplomazia.