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Giappone pronto a pagare in yuan per acquistare petrolio iraniano: il dollaro resta fuori dalle trattative
Secondo diverse ricostruzioni, il Giappone avrebbe accettato di effettuare pagamenti in yuan cinesi per l’acquisto di petrolio dall’Iran, nel tentativo di garantire la sicurezza del passaggio delle proprie navi nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più strategici per il commercio energetico mondiale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato che il transito nello stretto rimane possibile per i Paesi che mantengono rapporti economici con Teheran, mentre resterebbe limitato per quelli considerati ostili. Tra le condizioni indicate vi sarebbe l’utilizzo di valute alternative al dollaro nelle transazioni energetiche.
Per Tokyo la questione è particolarmente delicata: il Paese dipende in larga parte dalle importazioni di petrolio provenienti dal Golfo Persico e qualsiasi interruzione del traffico marittimo può avere effetti immediati sulla sicurezza energetica e sull’economia. Negli ultimi mesi il governo giapponese avrebbe già fatto ricorso alle proprie riserve strategiche per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento.
La possibile scelta di utilizzare lo yuan viene interpretata da alcuni analisti come un segnale dei cambiamenti in corso negli equilibri geopolitici ed economici globali, con un crescente ricorso a valute alternative nelle transazioni internazionali.
Resta però un quadro complesso e in evoluzione, segnato da tensioni regionali, interessi energetici e pressioni diplomatiche che coinvolgono diverse potenze mondiali.