
Le immagini che ci sono arrivate questa settimana sono strazianti: un milione di profughi in Libano dopo l’intervento militare di terra dell’esercito israeliano. Di questo milione, 350.000 sono bambini.
Nel frattempo, Gaza è rimasta chiusa; hanno riaperto per poche ore ieri, mentre altri bambini venivano massacrati. Provate a immaginare un milione di persone che non sanno dove andare, accampate nelle tende e sui marciapiedi, in Libano. E provate a immaginare la condizione di questi bambini, che si aggiunge a quella dei palestinesi in Cisgiordania, aggrediti continuamente dai coloni abusivi e dall’esercito.
Siamo di fronte al genocidio di un popolo, al calpestamento della dignità elementare e delle possibilità di vita di centinaia di migliaia di persone, nella quasi totale indifferenza del mondo cosiddetto “civile”. Sono immagini che riportano al nazismo.
Credo che Netanyahu sia una delle espressioni moderne del nazismo. Se allora la Shoah e i campi di concentramento furono un unicum, una barbarie mai vista prima, oggi non è così. Oggi la barbarie la conosciamo bene, e avremmo il dovere morale di non produrre nuove iniziative di distruzione di popoli e di bambini.
Ma andiamo avanti comunque. Abbiamo sdoganato gli assassinii politici, resi ormai una cosa “normale”. Sentire Netanyahu compiacersi di “spezzare le ossa all’Iran” è la dimostrazione di una barbarie e di atteggiamenti da definire in un solo modo. Da nazisti. Vincenzo De Luca