
Lui le sorride e torna al telefono. Come se non fosse successo nulla. Sento che dice: “scusami una ragazza si era impippata con le buste della spesa”.
Dice proprio “impippata” mi fa anche ridere ‘sto termine. Penso: pure simpatico. Gentile e simpatico.
Io vorrei esultare perché, quando vedo queste cose qui, vado giù di testa. Vorrei abbracciarlo, dirgli sei bellissimo, cavolo quanto ci ho sperato. Sei stato un grande. Io sono come te e quasi sempre mi sento un alieno. Ecco, ci vorrebbe un’invasione aliena che portasse un po’ di gentilezza in questa giungla di me@rda. Ma resto in silenzio. Uno a zero per Noi. Gli guardo gli occhi, ha uno sguardo buono, delicato. Sicuramente soffre di extrasistole perché ha un cuore che non va a tempo col resto del mondo.
Penso che se mi commuovo per gesti così semplici, forse sto invecchiando veramente.
Paga la sua spesa, esce. Che meraviglia.
Andrew Faber