
Siamo oltre. Siamo oltre qualsiasi cosa.
Abbiamo superato Crozza, superato la satira, superato la fantascienza politica. Siamo in un territorio inesplorato dove la realtà ha staccato la fantasia di tre giri di pista e continua ad accelerare.
Daniela Santanchè si è dimessa dal governo. Ha salutato tutti. Se n’è andata. Ma dalla chat WhatsApp dei ministri no. Da quella non esce.
È ancora lì. Dentro, presente, silenziosa. Che legge.
E da 48 ore il governo della Repubblica Italiana è paralizzato. Da mercoledì sera nessuno scrive più niente. La chat “Consiglio dei ministri”, che di solito è ciarliera, piena di messaggi, appuntamenti, domande, è muta. Morta, inanimata.
I ministri, riporta l’agenzia di stampa Dire, si sono guardati in faccia ieri, a margine del Consiglio dei Ministri. Si sono sussurrati: “Daniela è ancora dentro”. Si sono passati il telefono. Hanno controllato l’elenco dei membri. Hanno aggiornato la pagina sperando che nel frattempo avesse tolto il disturbo.
Ma niente, Daniela è ancora lì. Immobile. Come una suocera seduta in salotto che non accenna ad andarsene e tu non sai come dirglielo.
Una ministra, sbalordita, ha provato a riportare tutti alla realtà: “Ma vi pare un problema questo?”. E un collega, sconsolato, le ha risposto: “Ma Daniela legge!”.
Quindi, eccoci qui. A ventitré ministri, gente che decide le tasse, la sanità, la difesa nazionale, la politica estera, ammutoliti e paralizzati perché una ex ministra dimissionaria presidia un gruppo WhatsApp come un samurai che difende la fortezza.
Si vola altissimo!