
Milena Gabanelli ha recentemente analizzato i motivi che hanno portato alla vittoria del No, sottolineando come le ragioni dei contrari abbiano prevalso su vari punti tecnici e di costo.
La giornalista ha evidenziato le criticità che hanno influenzato l’elettorato:
Aumento dei costi: La proposta di creare due distinti CSM (uno per i giudici e uno per i PM) avrebbe raddoppiato i costi di gestione, passando da circa 50 a 100 milioni di euro.
Dubbi sul sorteggio: Il fronte del No ha contestato il metodo del sorteggio per i membri del CSM, considerandolo discriminatorio poiché impediva a una categoria professionale di eleggere i propri rappresentanti.
Gabanelli ha riportato le tesi secondo cui la separazione delle carriere non avrebbe effettivamente reso i processi più veloci o la giustizia più efficiente, un punto ammesso dagli stessi promotori della riforma.
Alta Corte disciplinare: I critici hanno sostenuto che l’attuale sezione disciplinare del CSM non sia “morbida” come affermato dai sostenitori del Sì, citando una percentuale di condanne vicina al 50%.