
C’è qualcosa di curioso, e forse anche di profondamente bello, nel ritrovarsi oggi a Pordenone a parlare di storia, filosofia e realtà — mentre fuori il rumore del presente continua a correre veloce, spesso senza capire dove sta andando.
Grazie ad Angelo d’Orsi, ad @andrea Zhok a Jeane Toschi Marazzani Visconti e a Lidia Sella che hanno avuto il coraggio (e la pazienza) di riportare il discorso là dove dovrebbe sempre stare: non nell’urgenza isterica del giorno, ma nel tempo lungo delle idee. Un tempo in cui le parole non servono a vincere, ma a comprendere.
Ci siamo ritrovati quasi come nelle catacombe — con discrezione, senza clamore, per evitare a Carlo Calenda di doversi dispiacere, ma con una libertà che raramente si respira altrove.
E lì, in quello spazio inattuale e necessario, sono tornate a vivere tre parole antiche eppure scandalosamente attuali, ricordate dal Prof. D’Orsi attraverso Gramsci:
Istruirsi.
Agitarsi.
Organizzarsi.
Tre verbi semplici, ma rivoluzionari — perché chiedono fatica, pensiero, responsabilità. Tutto ciò che il nostro tempo tende con cura a evitare.
Forse non cambieremo il mondo domani.
Ma intanto, oggi, abbiamo fatto qualcosa di più raro: abbiamo provato a capirlo.
E, di questi tempi, è già una forma di resistenza.
Don Chisciotte