
Una stella nata in un’altra galassia è la più pura dell’universo — e l’abbiamo trovata solo adesso.
Non è nata qui. SDSS J0715-7334 si è formata nell’alone della Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra. Poi, miliardi di anni fa, la Via Lattea l’ha catturata. Da allora orbita in silenzio ai nostri margini, invisibile fino al 2025.
Il suo nome è impronunciabile, ma il suo contenuto chimico racconta tutto. In astronomia, “metalli” significa qualunque elemento più pesante dell’elio — carbonio, ossigeno, ferro. Sono il residuo delle stelle morte prima di noi. Più metalli ha una stella, più è “giovane” in senso cosmico. Meno ne ha, più è vicina alla materia originale del Big Bang.
Il Sole contiene circa il 2% di metalli. SDSS J0715-7334 ne contiene meno dello 0,005%.
Per capire cosa significa: è oltre 20.000 volte più povera di ferro rispetto al Sole. È due volte più pura della stella che deteneva il record precedente — già considerata un’anomalia. È la seconda in assoluto a scendere sotto la soglia che, secondo i modelli, dovrebbe rendere impossibile la formazione stellare.
Aspetta. Quella soglia esiste perché sotto certi livelli di metalli il gas primordiale non riesce a raffreddarsi abbastanza da collassare in una stella. Eppure questa stella esiste. Il che significa che c’era polvere cosmica nell’alone della Grande Nube di Magellano 13 miliardi di anni fa — abbastanza da fare il lavoro che i metalli non riuscivano a fare.
La sua composizione — pochissimo ferro, pochissimo carbonio — corrisponde al gas arricchito da una sola stella di Popolazione III: le prime stelle dell’universo, nate circa 100-200 milioni di anni dopo il Big Bang, formate quasi interamente di idrogeno ed elio puro. Nessuno ha mai visto una stella di Popolazione III diretta. Ma SDSS J0715-7334 potrebbe essere la figlia di una di loro.
La scoperta è di Alexander Ji e del suo team dell’Università di Chicago, pubblicata su Nature Astronomy nel 2025. È avvenuta nella prima notte di osservazioni ai telescopi Magellan in Cile: un segnale debole nella riga del calcio nello spettro SDSS-V ha fatto scattare l’allarme. Poi, l’analisi ad alta risoluzione ha confermato tutto.
Una stella nata all’alba del cosmo, in una galassia che non è la nostra, catturata miliardi di anni fa e scoperta durante una sola notte di lavoro in Cile.
L’universo primordiale non è nel passato remoto. Orbita ancora attorno a noi.
In breve:
SDSS J0715-7334 è la stella più povera di metalli mai osservata: meno dello 0,005% rispetto al Sole, due volte il record precedente.
Non è nata nella Via Lattea: si è formata nell’alone della Grande Nube di Magellano ed è stata catturata miliardi di anni fa.
La sua composizione rispecchia l’universo primordiale post-Big Bang e potrebbe essere la discendente diretta di una stella di Popolazione III.