
Dopo aver mandato in fiamme tutto il Golfo persico per settimane ed aver persino evocato la morte di una intera civiltà, Doctor Strangelove oggi annuncia un cessate il fuoco di due settimane e la vittoria sicura e totale della guerra.
Ma Donald Trump ha perso la guerra, quella sul campo e anche quella della propaganda.
Sta scritto a chiare lettere nell’accordo di pace promosso dal Pakistan, si legge nelle notizie che circolano sul testo.
Gli Usa si impegnano a una pace duratura, a rimuovere le sanzioni contro l’Iran e contro i Paesi che commerciano con esso, a risarcire i danni di guerra, ad accettare persino la ripresa della ricerca sul nucleare.
Nemmeno un accenno al cambio di regime, tanto per essere chiari: nessuna capitolazione di Khamenei junior, né dei Pasdaran della rivoluzione islamica.
Unica condizione perentoria è che riaprano Hormuz e le rotte del petrolio, che resteranno sotto il controllo degli Ayatollah.
Per il resto nulla è cambiato, salvo migliaia di morti e una scia di sangue e odio difficile da dimenticare, i danni ingenti nei Paesi di tutta l’area, i giovani iraniani che scompariranno nuovamente dai radar internazionali, Israele che continuerà a massacrare il Libano e i palestinesi, l’orrore e la paura di una guerra nucleare totale che ha trascinato con se anche il nostro Mondo e le sue economie.
Tutto cambia affinché nulla cambi, salvo ricordare chi ha scatenato questo inferno, chi si è opposto coraggiosamente, chi ha balbettato rendendosi ridicolo e chi si è reso complice.