
Questo non è un Cicciobello ammaracano al BBQ del 4 luglio, ubriaco di birra comprata da Walmart a un dollaro al gallone, questo è il Segretario della Difesa degli Stati Uniti in conferenza stampa.
“Lo Stretto di Hormuz è aperto. L’unico problema è che l’Iran spara alle navi”.
Tipo “potete entrare con una pistola in mano alla Casa Bianca, solo che vi sparano”.
Pensate sia un coglione? Non lo è. È un costosissimo fantoccio, così come ogni membro dello staff presidenziale.
Chi conta veramente ha speso miliardi di dollari per mandare Trump sulla poltrona più importante del pianeta.
Non lo ha fatto per sport o per vedere qualche migliaio di poveracci latini nelle gabbie.
Lo ha fatto per fare soldi.
Adesso petrolieri, costruttori e mercanti d’armi, speculatori di Borsa stanno passando all’incasso.
Certo, con qualche decina di migliaia di vittime, o danni collaterali, come piace chiamarle agli ammaracani.
Che è vero siano un popolo di merda, nato duecentocinquanta anni fa da ergastolani deportati, fanatici religiosi e avventurieri senza scrupoli. Ma è un popolo che coi soldi ci sa fare da sempre. Come del resto l’altro popolo con cui è alleato dal 1948.
Quindi se un ricco europeo, compresi i delinquenti seduti a Bruxelles, sostiene Bibi e Bibò o perlomeno non fa nulla per fermare la loro politica stragista è perfettamente comprensibile: sta facendo soldi grazie a loro.
Se lo fa un morto di fame italiano, che paga felice il gasolio due euro e mezzo perché il partito che ha votato gli dice che Trump e Netanyahu stanno proteggendo gli interessi, occidentali è un mortodifamone.
Per fare la rima.