
Pedro Sánchez è appena atterrato a Pechino in un clima di altissima tensione internazionale.
Il Primo Ministro spagnolo ha scelto la Cina per il suo quarto viaggio ufficiale in quattro anni, un segnale inequivocabile di fronte alle recenti minacce di Washington.
Poche settimane fa, Donald Trump ha scosso il mondo ipotizzando il taglio dei rapporti commerciali con Madrid dopo il netto no della Spagna all’uso delle proprie basi militari per il conflitto in Iran.
Oggi Sánchez risponde cercando sponde in Oriente, puntando su nuovi investimenti tecnologici e promuovendo una visione multipolare del mondo.
In un momento in cui le alleanze storiche sembrano vacillare, la Spagna gioca la carta della diversificazione economica per proteggere i propri interessi.
Si tratta di pura strategia di sopravvivenza o di un vero riposizionamento geopolitico a lungo termine?