
A Ferrara c’è una targa che misura un miracolo al centimetro.
Non «una grande altezza». Non «diversi metri». Otto metri e sessanta centimetri. Qualcuno ha misurato, ha inciso il numero sul marmo, e quella pietra è ancora lì.
Via Zemola è una viuzza medievale del centro storico di Ferrara, così stretta e silenziosa che la maggior parte dei turisti non la trova nemmeno. Inizia da un sottoportico in Via Terranuova, si chiude in Via della Paglia, e porta con sé secoli di devozione popolare rimasti impressi letteralmente nella pietra.
È qui che il 5 settembre 1845 Giovacchino Lazzarini precipitò sulla pubblica via.
Aveva 9 mesi.
Dopo la caduta, i Facchini della Dogana — i portuali del porto fluviale di Ferrara, uomini che i pesi li conoscevano bene — valutarono l’altezza, trassero le loro conclusioni e decisero di commissionare una targa. Non una preghiera, non un dipinto votivo: una lapide con i dati. Data. Nome. Altezza esatta. Esito. Tutto misurato, tutto inciso.
La targa recita: «Il giorno 5 settembre 1845. Giovacchino Lazzarini precipitava sulla pubblica via dall’altezza di 8 metri e 60 centimetri presso questa immagine di Maria e miracolosamente da ogni offesa campava.»
Nessuna crepa. Nessun osso rotto. Nessuna ferita.
Aspetta, perché qui arriva il bello: Via Zemola non è nuova a questo tipo di storie. Nel 1228, secondo la tradizione, Sant’Antonio da Padova era passato da queste parti e aveva fatto parlare un neonato di pochi giorni per risolvere un caso di presunto adulterio. Nel 1400 un altro episodio considerato miracoloso era già stato tramandato. Tre eventi straordinari, in una via che in pochi conoscono, raccolti in meno di seicento metri.
Oggi la nicchia con il busto della Vergine è ancora al suo posto, all’angolo tra Via Zemola e Via della Paglia. La gente del quartiere ci deposita ancora fiori. La targa è perfettamente leggibile.
Un bambino di 9 mesi cadde da 8 metri e 60. Qualcuno ha avuto la fredda lucidità di misurarlo, e la pietà di scolpirlo. A Ferrara, quella pietra parla ancora.
In breve:
Il 5 settembre 1845 un neonato di 9 mesi cadde da 8 metri e 60 centimetri in Via Zemola a Ferrara sopravvivendo illeso.
I Facchini della Dogana commissionarono una targa in marmo con data, nome e altezza esatta della caduta.
La targa è ancora leggibile oggi in una delle vie medievali più insolite del centro storico di Ferrara.