
A 1.000 metri di quota, nel Parco del Pollino, c’è un uomo che gli italiani non riconoscono.
Non nel senso che è sconosciuto. Nel senso che il suo DNA non corrisponde a nessuno di noi.
Nella grotta di Pietra Sant’Angelo, in Calabria, qualcuno ha sepolto un uomo circa 7.000 anni fa. Niente corredo funerario. Niente cerimonia apparente. Solo un corpo deposto a pancia in giù, rannicchiato in una piccola fossa, coperto di pietre e dimenticato a 1.000 metri di quota, lontano da qualsiasi insediamento.
Una posizione prona e contratta che nel Neolitico italiano non ha un solo parallelo documentato. Zero. In tutta Italia, nessuno aveva mai trovato qualcosa di simile.
La grotta era già conosciuta: frequentata dall’uomo dal Paleolitico superiore, con focolari datati a 14.500 anni fa. Ma questa sepoltura era diversa. Isolata. Improvvisata. Come se quell’uomo fosse morto lontano dal suo villaggio e qualcuno — chi? — lo avesse coperto in fretta con quello che aveva.
Il Laboratorio di DNA Antico dell’Università di Bologna ha estratto e sequenziato il suo genoma. Quello che ha trovato ribalta la narrativa che ci raccontiamo sull’origine degli italiani.
Il suo profilo genetico non si sovrappone in nessun punto alla variabilità degli italiani moderni. Era geneticamente più vicino ai primissimi agricoltori arrivati in Europa dal Mediterraneo orientale — una popolazione che nel corso dei millenni si è quasi completamente dissolta nei flussi migratori successivi.
Non era un antenato diretto di nessuno che vive oggi in Calabria. O in Italia. Era qualcuno d’altro.
L’analisi del tartaro dentale ha aggiunto un altro strato. Il microbioma orale era tipicamente neolitico. L’usura sugli incisivi suggerisce che usava i denti come terza mano — probabilmente per lavorare pellame o fibre. Un artigiano. Un uomo che lavorava con le mani e con la bocca, a 1.000 metri sul livello del mare, in una Calabria che non assomigliava ancora a quella che conosciamo.
Le datazioni radiocarboniche lo collocano tra il 5200 e il 4900 a.C. Circa 7.000 anni fa. Prima delle piramidi. Prima di Roma. Prima che l’Europa diventasse geneticamente quello che è oggi.
Il popolo a cui apparteneva non esiste più. La grotta esiste ancora.
In breve:
Grotta Pietra Sant’Angelo, Pollino (Calabria): sepoltura neolitica a 1.000 m di quota, unica in Italia per posizione prona e assenza di corredo
DNA analizzato dall’Università di Bologna: geneticamente incompatibile con gli italiani moderni, affine ai primi agricoltori del Mediterraneo orientale
Datazione: 5200-4900 a.C. — il popolo a cui apparteneva non esiste più