
In soli 12 mesi, la Cina ha accelerato la costruzione di decine di centrali solari a Cuba, con alcune stime che indicano circa 75 progetti all’interno di un piano che prevede complessivamente circa 90 installazioni. Questo progresso colloca il Paese al centro di una delle trasformazioni energetiche più rapide della regione, aggiungendo capacità significativa alla rete elettrica proprio in un momento critico.
A causa della forte riduzione dell’accesso al petrolio, Cuba ha affrontato una grave crisi energetica, e milioni di persone si sono trovate a convivere con blackout che, in alcuni casi, hanno superato le 20 ore al giorno, colpendo sia le abitazioni che i servizi essenziali.
Con l’entrata in funzione di queste centrali, la situazione sta iniziando a cambiare gradualmente. La produzione solare durante il giorno contribuisce già ad alleggerire il sistema elettrico e a ridurre la dipendenza dai combustibili importati, garantendo maggiore stabilità alla fornitura. Oltre all’impatto diretto sulla vita della popolazione, questa iniziativa ha anche un’importanza strategica: investendo nelle infrastrutture energetiche dell’isola, la Cina rafforza la propria presenza nella regione e punta su un’alternativa che non dipende dal petrolio, indicando un possibile cambiamento strutturale nel futuro energetico di Cuba.