
A Como c’è un palazzo tra i 5 più studiati al mondo — e quasi nessuno lo sa.
Architetti da Tokyo, da New York, da San Paolo prendono un treno e arrivano in una città di 85.000 abitanti. Vengono per vedere un edificio. Un solo edificio.
Si chiama Casa del Fascio. Giuseppe Terragni la costruì tra il 1932 e il 1936, qui sul lungolago, a due passi dal Duomo. All’epoca era la sede provinciale del Partito Nazionale Fascista. Oggi è una delle architetture più citate nelle università di architettura di tutto il pianeta.
Il primo dettaglio che colpisce è la geometria. L’edificio è un mezzo cubo esatto: 33,2 metri di lato e 16,6 metri di altezza. Rapporto 2:1, senza un millimetro di scarto. Terragni non lo fece per caso — era un manifesto. La forma dichiarava un’idea precisa di cosa doveva essere l’architettura moderna.
Ma il dettaglio davvero difficile da dimenticare è dentro.
Al centro dell’edificio c’è una piazza. Non una sala, non un corridoio — una piazza coperta. Un atrio a doppia altezza con un soffitto di vetrocemento che filtra la luce naturale. Terragni prese l’idea più italiana che esiste — la piazza pubblica, il cuore civile di ogni città — e la portò dentro le mura di un edificio chiuso.
In un palazzo del regime fascista, nel centro di Como, nel 1936, c’era già dentro il principio della città aperta.
Spoiler: l’ironia non è sfuggita a nessuno degli studiosi che ci hanno scritto sopra per novant’anni.
Oggi la Casa del Fascio è considerata una delle cinque opere più studiate dell’architettura mondiale del Novecento. Non d’Italia. Del mondo. Sta in Lombardia, vicino al lago, in una città che la maggior parte degli italiani conosce per la seta e per George Clooney.
Una piazza intera di architetti stranieri viene a Como per lei. La maggior parte dei comaschi passa davanti senza fermarsi.
In breve:
La Casa del Fascio di Como (1932–1936) è un mezzo cubo geometrico perfetto: 33,2 m di lato, 16,6 m di altezza.
Al centro c’è un atrio a doppia altezza con soffitto di vetrocemento che replica una piazza pubblica italiana.
È considerata una delle 5 architetture del Novecento più studiate al mondo — in una città di 85.000 abitanti.