
A Bologna esiste ancora un ente medievale che assegna la terra per sorteggio. Non è un museo. Non è una rievocazione storica. È un ente giuridico attivo che opera esattamente come nel 1460.
Siamo a Pieve di Cento, provincia di Bologna. La Partecipanza Agraria è nata nel 1312, quando il Vescovo di Bologna cedette in affitto una vasta area paludosa alla comunità locale. Le famiglie bonificarono quel territorio per generazioni, metro per metro, fino a renderselo — in un certo senso — proprio.
Nel 1460, il Cardinale Filippo Calandrini, autorizzato da Papa Pio II, trasferì formalmente la proprietà di 487 ettari agli uomini iscritti all’estimo di Pieve e Cento. Quelle regole, scritte nel Quattrocento, sono ancora in vigore.
Ecco come funziona. La terra viene divisa in appezzamenti chiamati “capi”. Ogni ventennio i capi vengono sorteggiati tra i capifamiglia aventi diritto. Non si compra. Non si eredita direttamente. Si partecipa al sorteggio — e quello che esce, esce.
Ma non tutti possono partecipare. Gli aventi diritto sono esattamente 574, discendenti da soli 43 cognomi medievali. Quei cognomi furono stabiliti con la bolla papale del 1460. Se il tuo cognome non è nella lista, non esisti per la Partecipanza. Non importa da quanti secoli abiti a Pieve di Cento.
Aspetta, però. C’è un dettaglio che trasforma questa storia in qualcosa di più strano.
Se la tua famiglia non ha figli maschi, il diritto si estingue. Per sempre. Nessuna deroga, nessun appello. La figlia femmina non conta — il diritto muore con l’ultimo maschio. Una norma feudale rimasta intatta attraverso il Risorgimento, il fascismo, la Costituzione repubblicana, le riforme agrarie del dopoguerra.
Lo Stato italiano non l’ha mai cancellata.
Sono 713 anni di storia ininterrotta su un pezzo di pianura padana che molti attraversano in autostrada senza sapere cosa ci sia sotto. 487 ettari che cambiano “proprietario” per sorteggio, ancora oggi, con regole scritte quando Gutenberg non aveva ancora inventato la stampa.
In Italia esiste un ente che nel 2025 assegna la terra in base al cognome e al sesso dei figli. Ed è perfettamente legale.
In breve:
La Partecipanza Agraria di Pieve di Cento esiste dal 1312 e opera con le regole del 1460.
La terra (487 ettari) viene assegnata per sorteggio ogni ventennio tra 574 aventi diritto appartenenti a 43 cognomi medievali.
Se una famiglia non ha eredi maschi, il diritto si estingue per sempre — una norma feudale ancora legalmente in vigore.