
L’albero più vecchio d’Italia non è in un giardino botanico. Non è protetto da una teca, non ha un cartello con i QR code, non è in nessun museo della natura.
È nascosto a 2.200 metri sulle Alpi lombarde, davanti a un ghiacciaio, e ci devi andare a piedi.
Siamo in Valmalenco, provincia di Sondrio. Val Ventina, per essere precisi — una delle valli alpine più severe della Lombardia, dominata dalla parete nord del Monte Disgrazia a 3.678 metri.
Lì, incastonato tra i massi, c’è un larice. È nato nell’anno 1007.
Non è una stima, non è una leggenda locale. È una data scientifica, ottenuta tramite dendrocronologia: i ricercatori delle Università di Pavia, Padova e Torino hanno carotato il tronco e contato gli anelli di accrescimento uno per uno.
L’albero aveva già cent’anni quando Federico Barbarossa non era ancora nato. Era adulto quando Dante stava scrivendo la Commedia. Era vecchio quando Colombo scoprì l’America.
E qui arriva il bello.
Dopo oltre mille anni in uno degli ambienti più ostili delle Alpi — gelo, vento, quota — è alto solo 16 metri. Diametro: 85 centimetri. L’ambiente lo ha tenuto piccolo. Ma non lo ha mai fermato.
A pochi passi da lui, tra le stesse rocce, c’è ancora il tronco di un altro larice: germogliato nel 1275, morto nel 1665. È rimasto lì, immobile, per oltre 300 anni. Nessuno lo ha rimosso. Il freddo lo ha conservato come se il tempo si fosse fermato.
In tutto il bacino del Ventina, nel 2015, i ricercatori hanno censito 13 larici plurisecolari viventi, con un’età media di 470 anni. Il larice del 1007 non è un’eccezione: è il vertice di un ecosistema che invecchia lentamente e dimentica di morire.
Il sentiero ufficiale parte da Chiareggio, in Val Ventina, e ci vogliono circa 30 minuti a piedi dal Rifugio Gerli Porro a quota 1.965 metri. È liberamente visitabile. Nessun biglietto, nessuna prenotazione.
Un albero che ha mille e diciassette anni ti aspetta su un sentiero aperto a tutti — e la maggior parte degli italiani non sa che esiste.
In breve:
Un larice nato nel 1007 in Valmalenco è l’albero più vecchio d’Italia con età scientificamente certa.
Vive a 2.200 metri vicino al Ghiacciaio Ventina: alto solo 16 metri, diametro 85 cm, liberamente visitabile.
A pochi passi c’è ancora il tronco di un larice morto nel 1665, conservato intatto dal freddo alpino da oltre 300 anni.