
Matera non è una città medievale. Ha quasi 10.000 anni.
Quando le guide turistiche parlano dei Sassi, partono dal Medioevo. Qualcuna si spinge fino all’età del Bronzo. Pochissime ti dicono che stai guardando uno dei luoghi abitati in modo continuativo più a lungo di qualunque altro posto in Europa.
Siamo sul pianoro della Murgia, appena fuori dalla città. Qui, circa 10.000 anni fa, esistevano già villaggi strutturati. Non capanne sparse: insediamenti difesi da fossati, con cisterne a campana scavate nella roccia per raccogliere l’acqua, con canali, con tracciati di capanne organizzate. Gente che aveva già risolto il problema dell’approvvigionamento idrico millenni prima che Roma esistesse.
I siti identificati su Murgia Timone e Serra d’Alto — due pianori ancora oggi visitabili — fanno parte di un sistema di almeno 7 villaggi trincerati neolitici documentati intorno a Matera. Sette. Non uno, non due: sette insediamenti separati, databili al Neolitico, con strutture fisiche ancora leggibili nella roccia.
Aspetta.
Quel sistema di villaggi era già antico quando le prime civiltà mesopotamiche imparavano a scrivere. E la frequentazione del territorio non si è mai interrotta: dagli insediamenti neolitici si passa all’età del Bronzo, poi al periodo greco-romano, poi al Medioevo dei Sassi rupestri che tutti conoscono. Una catena lunga quasi 10.000 anni, senza soluzione di continuità.
Le uniche città al mondo con un pedigree paragonabile si chiamano Gerico e Aleppo. Entrambe fuori dall’Europa.
In Europa, Matera non ha rivali documentati per anzianità di insediamento continuo.
Eppure la vendiamo come città dei Sassi medievali.
In breve:
Matera ha insediamenti umani documentati risalenti a circa 10.000 anni fa, nel Neolitico
Sui pianori di Murgia Timone e Serra d’Alto sono stati identificati almeno 7 villaggi trincerati neolitici con cisterne e canali scavati nella roccia
Per continuità abitativa documentata, Matera è paragonabile solo a Gerico e Aleppo — ed è l’insediamento più antico d’Europa