
L’AVVENTURA
di Michelangelo Antonioni – 1960
È il film che consacrò il regista alla ribalta del cinema d’autore. Vi sono contenuti gran parte dei temi cari al ferrarese.
Un gruppo, di ceto borghese, in gita alle Eolie.
Poche tracce di armonia tra i partecipanti.
Una ragazza scompare, ma presto il dramma sembra passare in secondo piano per i protagonisti, subito attratti da altro.
È la noia e l’inquietudine esistenziale la condizione dominante.
Vagano infelici e ignari delle cause di quella infelicità.
Sempre insoddisfatti e perplessi.
La precarietà, anzi lo spappolamento dei sentimenti, la loro cronica instabilità.
Il caos interiore e la solitudine che incombe.
La ricerca ansiosa di un altro consumo, effimero, vuoto e deludente.
Un clima di alienazione, di rarefazione, di dissoluzione.
Sembra non si salvi nessuno, ma il finale indica la possibilità che la strada da percorrere possa essere più di una.