
Un fornaio di Altamura ha fatto chiudere McDonald’s. Per sempre.
Non è una metafora. Non è una storia romanzata. È quello che è successo in Via Santa Caterina 17 — 550 metri quadri di fast food nel cuore di una delle città più identitarie d’Italia sul piano gastronomico.
Nel 2001, McDonald’s apre ad Altamura, in Puglia. Scelta coraggiosa. O forse incosciente.
Di fronte al nuovo locale, Luca Di Gesù continua a fare quello che faceva da sempre: inforna focaccia. Quella altamurana, croccante fuori, morbida dentro, con il pomodoro che affoga nell’olio. Nessuna campagna pubblicitaria. Nessun manager. Nessun Happy Meal.
I clienti di Altamura scelgono il forno. Ogni giorno.
Non è un boicottaggio organizzato. Non c’è un movimento politico dietro. È qualcosa di più radicale: l’abitudine. La gente di Altamura era già abituata a mangiare bene, e nessun cheeseburger poteva competere con un prodotto che quella città produce da secoli.
Il McDonald’s non raggiunge i profitti prefissati. Il flusso di clienti cala. Poi crolla.
Nel 2005, la multinazionale chiude. Al posto dei golden arches oggi c’è una banca. Ad Altamura non aprirà mai più nessun McDonald’s.
La storia finisce sui giornali di tutto il mondo — il New York Times, Libération, La Gazzetta del Mezzogiorno. Nel 2010 ci fanno pure un film: si chiama Focaccia Blues.
Davide contro Golia, versione pugliese: Davide non ha neanche alzato un sasso. Ha solo acceso il forno.
In breve:
Nel 2001 McDonald’s aprì 550 mq di fast food nel centro di Altamura, Puglia.
Il fornaio Luca Di Gesù continuò a vendere focaccia tradizionale davanti al locale: i clienti scelsero il forno.
Nel 2005 McDonald’s chiuse. Al suo posto oggi c’è una banca. Non riaprì mai più.