
Mi chiamo Cliff, sono nato nel 1962 a Castro Valley, California, e sono un musicista.
A tredici anni perdo mio fratello maggiore e decido che vivrò la mia vita con la musica, per lui e con lui.
Studio il basso fino a consumarmi le dita, mescolando Bach e heavy metal, creando un suono che nessuno aveva mai sentito.
Nel 1982 entro nei Metallica e da subito porto la mia impronta: non sono solo il bassista, sono parte del cuore sonoro della band.
Con *Kill ’Em All*, *Ride the Lightning* e *Master of Puppets* contribuisco a scrivere la storia del metal.
Il mio assolo *Anesthesia (Pulling Teeth)* diventa leggenda, dimostrando che il basso può urlare come una chitarra.
Sul palco scuoto la testa con i miei capelli al vento, per ore, con la stessa furia delle mie note.
Non voglio compromessi, non voglio mode: voglio solo suonare con verità.
Il 27 settembre 1986, in Svezia, il tour dei Metallica si interrompe bruscamente: un incidente d’autobus spegne la mia vita a 24 anni.
Non conta che avessi già rivoluzionato il modo di suonare il basso.
Non conta che il mio nome sia venerato da milioni di fan in tutto il mondo.
Non conta che io sia diventato un’icona del metal per sempre.
Resto Cliff Burton, il ragazzo che ha trasformato il basso in un’arma poetica e devastante.
Sono ancora qui, in ogni nota che vibra, in ogni concerto che continua senza di me, nell’urlo eterno dei Metallica che non si spegnerà mai.